Un’ iniziativa assai lodevole, accolta giustamente con entusiasmo da parte di tutti coloro che hanno a cuore la pulizia e il decoro della città, ma che pare destinata tuttavia a fallire clamorosamente - posto che non sia di già fallita - se periodicamente non si provvederà a un’adeguata manutenzione degli appositi contenitori presenti negli imbarcaderi Actv e non verranno inoltre puntualmente riforniti degli appositi sacchetti di carta necessari alla bisogna. Oltre ovviamente a garantire un’attenta vigilanza contro i vandali e i cretini.
Come non sempre, purtroppo, è avvenuto e avviene.
CRONACA FLASH / VENEZIA
(Un modestissimo ossequio al vecchio detto secondo cui "una foto vale più di mille parole" tornato recentemente di attualità in seguito alla diffusa richiesta di un'informazione maggiormente in sintonia, oltre che con le mutate esigenze e abitudini del cosiddetto lettore medio,con i nuovi modi di fare comunicazione affermatisi grazie alla sempre maggiore diffusione di internet e basati, fra l'altro, su una prevalente utilizzazione dell'immagine, sia fotografica che video, rispetto alla parola)
mercoledì 9 maggio 2012
mercoledì 4 aprile 2012
UN'OPERA ORMAI FAMILIARE UN PO' A TUTTI I VENEZIANI
venerdì 14 ottobre 2011
LA FESTA DI SUKKOT O DELLE CAPANNE




Gli ebrei di tutto il mondo festeggiano in questi giorni, dal 12 al 19 ottobre, una delle ricorrenze ebraiche più importanti: la festa di Sukkot, meglio conosciuta, un po’ da tutti, come “Festa delle capanne”. E con cui gli ebrei, com’è noto, intendono anzitutto ricordare i 40 anni di vita del loro popolo nel deserto del Sinai dopo l’uscita dall’Egitto, nel corso dei quali, in cammino verso la “terra promessa”, esso dimorò in capanne.
La ricorrenza tuttavia, al di là di tutto ciò, ha innumerevoli altri significati acquistati nel tempo in virtù delle numerose e diverse interpretazioni rabbiniche. Fra cui principalmente, quantomeno per buona parte degli ebrei, quello di ricordare con gratitudine la protezione divina che, in quel lontano evento, accompagnò il popolo ebraico; o quello di sottolineare la precarietà della vita e del mondo, che non potrebbero essere simbolizzati entrambi in modo più eloquente, del resto, che da una capanna provvisoria e instabile (ENZO PEDROCCO)
La ricorrenza tuttavia, al di là di tutto ciò, ha innumerevoli altri significati acquistati nel tempo in virtù delle numerose e diverse interpretazioni rabbiniche. Fra cui principalmente, quantomeno per buona parte degli ebrei, quello di ricordare con gratitudine la protezione divina che, in quel lontano evento, accompagnò il popolo ebraico; o quello di sottolineare la precarietà della vita e del mondo, che non potrebbero essere simbolizzati entrambi in modo più eloquente, del resto, che da una capanna provvisoria e instabile (ENZO PEDROCCO)
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martedì 30 agosto 2011
TURISMO ARABO
Le radicali trasformazioni avvenute in questi ultimi anni su scala mondiale, sia sul piano economico che sociale, culturale e politico, hanno fra l'altro favorito, e continuano a favorire, l'arrivo in Italia di numerosi turisti che fino a qualche anno addietro, con ogni probabilità, si limitavano a viaggiare per lo più all'interno del proprio paese o, al massimo, in paesi viciniori e culturalmente affini al loro.
E' il caso dei turisti provenienti dai paesi arabi, o quantomeno di una buona parte di essi, i quali, sebbene ancora numericamente inferiori rispetto ai tradizionali turisti provenienti da altre latitudini, sono tuttavia quelli che, tra i visitatori delle località turistiche della nostra Penisola – fra cui Venezia - balzano maggiormente agli occhi a causa, in genere, del caratteristico e castigatissimo abbigliamento femminile.
Nei confronti del quale, ma soprattutto della correlata condizione della donna in una certa cultura araba di cui esso è simbolo, le riflessioni e considerazioni critiche, invariabilmente sconsolate e amare, ovviamente non si contano.
ENZO PEDROCCO
E' il caso dei turisti provenienti dai paesi arabi, o quantomeno di una buona parte di essi, i quali, sebbene ancora numericamente inferiori rispetto ai tradizionali turisti provenienti da altre latitudini, sono tuttavia quelli che, tra i visitatori delle località turistiche della nostra Penisola – fra cui Venezia - balzano maggiormente agli occhi a causa, in genere, del caratteristico e castigatissimo abbigliamento femminile.
Nei confronti del quale, ma soprattutto della correlata condizione della donna in una certa cultura araba di cui esso è simbolo, le riflessioni e considerazioni critiche, invariabilmente sconsolate e amare, ovviamente non si contano.
ENZO PEDROCCO
mercoledì 15 giugno 2011
“MA COS’È QUESTA CRISI…”





Sebbene l’attuale crisi economica in atto non risparmi a rigore nessuno, è un fatto tuttavia che essa non sia affatto uguale per tutti. Accanto a coloro che ne stanno pagando maggiormente il prezzo a causa della loro debolezza e vulnerabilità, e che non di rado stentano ad arrivare alla fine del mese, vi sono infatti, per contro, coloro che possono tranquillamente infischiarsene di essa, godendo di privilegi tali da poterselo permettere. O coloro che al massimo, a farla grande, potranno rammaricarsi per i lauti guadagni che avrebbero potuto realizzare se non vi fosse stata la crisi, ma che possono nondimeno ritenersi più che soddisfatti dei guadagni che stanno realizzando nonostante essa.
E chi nella nostra città appartenga, fra gli altri, a quest’ultima categoria - per i quali il ritornello della famosa canzone cantata da Petrolini, “ma cosè questa crisi…”, sembra calzare a pennello per essi - non occorre essere degli Sherlock Holmes per scoprirlo.
ENZO PEDROCCO
E chi nella nostra città appartenga, fra gli altri, a quest’ultima categoria - per i quali il ritornello della famosa canzone cantata da Petrolini, “ma cosè questa crisi…”, sembra calzare a pennello per essi - non occorre essere degli Sherlock Holmes per scoprirlo.
ENZO PEDROCCO
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