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lunedì 25 aprile 2011

EMERGENZA "PANTEGANE"




UN INVITO A NOZZE PER I TOPI

LE IMMONDIZIE ABBANDONATE INCIVILMENTE NOTTETEMPO PER STRADA

Poco prima di concludere il suo mandato a Ca’ Farsetti Massimo Cacciari, al termine di una riunione in cui si decise di stanziare dei fondi straordinari al fine di potenziare la campagna anti-ratti - in aggiunta a quelli ordinari già stanziati in precedenza - con la franchezza che gli è propria affermò che, se la situazione relativa alla diffusa presenza di topi a Venezia stava diventando sempre più numerosa e preoccupante, era anche a causa dell'inciviltà di non pochi veneziani soliti ad abbandonare per strada i sacchetti della spazzatura approfittando del buio della notte, anziché attendere il ritiro di essi, al mattino, da parte degli addetti alla nettezza urbana.

Pur non avendo sempre condiviso le affermazioni di Cacciari nel corso degli anni in cui fu alla guida della città – ancorché ne rispettassi, ovviamente, la statura culturale e la fama - ricordo che in quell’occasione mi trovai, tuttavia, pienamente d’accordo con lui.

Ancora oggi, del resto, se i topi diventano ogni giorno più numerosi, diffondendosi largamente in tutta Venezia, non vi è alcun dubbio che ciò sia anche dovuto a tutta una serie di vantaggi a essi concessi dal comportamento di molti veneziani scarsamente attenti a non offrire, magari inconsapevolmente, occasioni di cui i topi possano approfittarne per svilupparsi ulteriormente.

E l'enorme quantità di sacchetti di spazzatura abbandonati incivilmente nottetempo un po' ovunque in città – che Cacciari, giustamente, stigmatizzava - è purtroppo una di queste occasioni, di cui un po’ tutti faremmo bene a rendercene conto al più presto, se non vogliamo ritrovarci prima o poi - considerata anche la sempre minore efficacia, se non inutilità, dei metodi per combatterli a nostra disposizione - letteralmente invasi dai topi, con la sola intima speranza, peraltro utopica, di un pifferaio magico redivivo.

ENZO PEDROCCO

giovedì 11 giugno 2009

A CIASCUNO IL SUO



A CIASCUNO IL SUO

Non vorrei sbagliarmi ma, se la mia memoria fisiognomica non mi inganna, suppongo che la signora ritratta nella gigantografia campeggiante sulla facciata di Cà Farsetti sia, con ogni probabilità, Aung San Suu Kyi, premio Nobel 1991 per la pace e leader storica dell’opposizione birmana, che ha trascorso ben 13 degli ultimi 20 anni tra carcere e arresti domiciliari. E che oggi, a causa della misteriosa intrusione dell’americano che qualche tempo addietro si introdusse nella sua abitazione a pochi giorni dalla scadenza dell’ultimo mandato di arresto, rischia di vedersi infliggere dalla giunta militare birmana ulteriori cinque anni di privazione della sua libertà.

Considerando l’inveterato malvezzo del sindaco Cacciari, solito, anche in qualità di primo cittadino, a prestare attenzione ad avvenimenti di risonanza internazionale spesso sconosciuti alla maggior parte dei suoi amministrati, ma “ideologicamente” a egli consentanei , non mi meraviglierei affatto che fosse realmente così.

Nel qual caso, pur non sottovalutando l’importanza di una mobilitazione generale volta a testimoniare solidarietà alla gentile signora in questione e a richiamare sul suo caso l’attenzione dei governi degli Stati, e soprattutto di quegli organismi internazionali in grado di influire e intervenire sulla sua vicenda, troverei però più opportuno, meno velleitario e pretenzioso , se una Amministrazione comunale occupasse più proficuamente il proprio tempo e le proprie energie limitandosi ad affrontare problemi e fatti che, ancorché “oggettivamente” di minore importanza e risonanza, riguardino tuttavia più da vicino i reali ed effettivi bisogni dei propri amministrati(ENZO PEDROCCO)